Le altre pagine per Hemingway:

BIBLIOGRAFIA - traduzioni in italiano in ordine di pubblicazione:

  • Il ritorno del soldato
  • Monaca e messicani
  • Vita felice di Francis Macomber
  • L'invincibile (e altri cinque racconti)
  • E il sole sorge ancora
  • Fiesta
  • Chi ha e chi non ha
  • Avere e non avere
  • Addio alle armi
  • Per chi suona la campana
  • La quinta colonna
  • Verdi colline d'Africa
  • Uomini senza donne
  • Morte nel pomeriggio
  • I quarantanove racconti
  • Torrenti di primavera
  • Il vecchio e il mare
  • Festa mobile
  • Di là dal fiume e tra gli alberi
  • Dal nostro inviato Ernest Hemingway
  • :: Isole nella corrente
  • Storie della guerra di Spagna
  • I racconti di Nick Adams
  • Il leone buono
  • Il toro fedele
  • 88 Poesie
  • Lettere 1917-1961
  • Un'estate pericolosa
  • Il giardino dell'Eden
  • Ventuno racconti
  • Vero all'alba

Ernest Hemingway

Ernest Hemingway nasce il 21 luglio 1899 a Oak Park, vicino a Chicago da agiata famiglia protestante, secondogenito di sei figli. L'ultimo, Leicester, sarà uno tra i suoi migliori biografi.

Ottimo il rapporto con il padre (anche lui si suiciderà), quel medico chirurgo dolce e compassionevole che spesso ritroveremo nei suoi racconti: era un uomo dai molti interessi, collezionista di francobolli e di monete, che trasmetterà al figlio la passione per la caccia e per la pesca, unite alla capacità di saper assaporare il silenzio di una notte all'aperto ed il gusto inconfondibile di una frittella cucinata al fuoco di un bivacco. Erano frequenti, in effetti, le escursioni che padre e figlio facevano nella zona dei Grandi Laghi, per raggiungere la riserva indiana affidata dal punto di vista medico appunto al padre. Non così buoni, invece, i rapporti con la madre, cantante lirica di scarso successo che voleva vederlo violoncellista.

Hemingway frequenta la High School di Oak Park dove viene immediatamente notato da due insegnanti per la sua capacità di scrivere e per il suo amore per la lettura. Inizia in breve tempo a collaborare al giornale scolastico. Dopo il diploma trova un lavoro come cronista al "Kansas City Star": è probabilmente un colpo di fortuna per lo scrittore ancora in piena formazione, posto che il quotidiano ha come prerogativa un linguaggio rapido, stringato. Siamo nel 1918 ed in Europa è guerra. Hemingway vuole parteciparvi ma viene scartato alla visita di leva per un difetto alla vista. Non appena viene a sapere che la Croce Rossa ha bisogno di autisti, si offre immediatamente e, dopo l'addestramento, viene destinato al fronte italiano e, il 7 giugno 1918, a soli 18 anni, arriva a Milano e parte per il fronte, prima a Schio poi sul Piave. Porta generi di conforto alle truppe in trincea, in bicicletta: un modo che aveva letteralmente inventato per sentirsi utile. E' il primo soldato americano a venir ferito in Italia: è 8 luglio e delle schegge di mortaio lo colpiscono ad una gamba, ma, nonostante ciò, continua a prodigarsi per soccorrere gli altri. Verrà decorato con la Croce di guerra americana e con la Medaglia d'argento italiana e la sua permanenza in ospedale continuerà per tre mesi, durante i quali verrà più volte operato. Qui conoscerà Agnes Hannah von Kurowsky, l'infermiera che troveremo prima in "Racconto molto breve", poi in "Addio alle armi", e se ne innamorerà.

Tornerà al fronte ancora per una quarantina di giorni, poi la smobilitazione del 1919 ed il ritorno a Oak Park dove viene accolto come un eroe. Ma rientrare nella vita civile, scordare il fronte, i morti e tutto ciò che aveva vissuto non gli risulta facile. Inizia l'insonnia che lo accompagnerà per tutta la vita: bere e leggere sono il suo rifugio durante le nottate.

Lascia Oak Park e va a nord nel Michigan (teatro di molti suoi racconti), a Windemere, dove inizia a scrivere e da questo fatto la rottura definitiva con la madre che lo vedeva ormai come uno sbandato. Collabora con il "Toronto Star", quotidiano canadese e nell'autunno del '20 è redattore di un periodico di Chicago dove conosce Sherwood Anderson che lo incita ad impegnarsi nella narrativa. Nel settembre dello stesso anno sposta Hadley Richardson e con lei, nel dicembre, parte per l'Europa come corrispondente e inviato speciale del "Toronto Star".

Inizia per Hemingway un periodo pieno ed estremamente fecondo: Spagna, Svizzera, Francia con il lungo soggiorno a Parigi dove conosce artisti che saranno determinanti nella sua crescita: Gertrude Stein, Ezra Pound, James Joyce, F. Scott Fitzgerald. Sarà soprattutto la Stein, sua carissima amica, che lo spingerà al rinnovamento del suo stile e la serie di articoli che egli scriverà sulla guerra greco-turca saranno la prova del nove di questo tipo di linguaggio diretto e stringato che diverrà la sua firma inconfondibile.

Nel 1923, in concomitanza con la nascita del suo primo figlio, esce "Tre racconti e dieci poesie" (poco rappresentativo di questo autore); nel dicembre dello stesso anno si conclude la collaborazione con il "Toronto Star" e, dopo poco, diventa redattore, a Parigi, della rivista d'avanguardia "Transatlantic Review". Nell'aprile del 1924 pubblica "Nel nostro tempo", una raccolta di prose brevi scritte dopo un viaggio in Oriente, libro ripubblicato l'anno seguente con l'inserimento di altri racconti.

E' del 1926 "Torrenti in Primavera" che segna la fine dell'amicizia con la Stein e con Sherwood Anderson. Il libro, in effetti, è una presa in giro del modo di scrivere dello stesso Anderson. Nel frattempo lavora su "Il sole sorge ancora", che uscirà con il titolo di "Fiesta": sua opera principale e considerato ormai "il" romanzo della "generazione perduta". Scandaloso, di rottura, simbolo di una generazione stravolta dalla guerra ed alla ricerca di valori nuovi, lo porta alla fama in brevissimo tempo.

Nel 1927 muore, suicida, il padre: evento questo che segna profondamente lo scrittore e che ne parlerà in "Per chi suona la campana". Nello stesso periodo il divorzio dalla prima moglie, il matrimonio con Pauline Pfeiffer e la nascita del secondo figlio. Poi il 1927 ed il successo di "Addio alle armi", con il suo antimilitarismo vissuto da "dentro" la guerra. Anche questo romanzo è autobiografico: le situazioni possono venir mischiate, spostate nel tempo, magari, ma sono comunque sempre accadute nella realtà.

"Scrivere in maniera semplice e chiara soltanto cose che si conoscono"

questa per lui era la regola assoluta. In Italia, il regime fascista, ne vieta la pubblicazione e la diffusione del libro prende vie clandestine grazie a Cesare Pavese ed a Fernanda Pivano che lo traducono e lo stampano di nascosto.

Sembra che Hemingway ne venne a conoscenza e sembra che fu proprio per questo che, arrivato a Cortina nel '48, chiese ad una emozionatissima Pivano di incontrarlo. "Tell me about the Nazi" (parlami dei nazisti), l'apostrofò incontrandola. Ne nacque una grande amicizia, durata fino alla morte di Hemingway: lei quasi una ragazzina, lui che ben presto la riterrà la sua traduttrice ufficiale in italiano. Molti anni dopo, ben dopo la morte dello scrittore, in un'intervista la Pivano dirà:

"Sono stata sua allieva, la mattina a Cortina e a Cuba scriveva dalle 5 alle 11, io gli sedevo accanto, mi spiegava il peso delle parole, le immagini, il suo modo di scrivere. Per una parola distruggeva interi fogli..... Avevo capito subito che era un genio."

Il successivo lavoro è "Morte nel pomeriggio" del '31: libro strano sicuramente per la critica, molto meno strano per Heminghway. Lui voleva scrivere la verità, "Morte nel pomeriggio" è la verità sulle corride, non certamente un romanzo. E' un saggio, in fondo, su questa forma di spettacolo sicuramente deplorevole, che però fa parte della cultura e della tradizione di un popolo. E' come se, durante tutta la sua vita, lo scrittore abbia voluto, a tutti i costi, guardare "dentro": dentro la vita, dentro la morte, dentro al dolore. Con un coraggio che assume l'aspetto di freddezza ma che non lo è mai.

Le guerre si susseguono, in Europa e nel mondo, e lui è sempre presente. Il 1936 è l'anno del movimento franchista e Hemingway è lì come corrispondente della "North American Newspaper Alliance", nel frattempo lavora ad "Avere e non avere", moto di accusa contro la borghesia annoiata, gaudente e corrotta, che pubblicherà l'anno successivo con "La quinta colonna - storie della guerra di Spagna" ed "I quarantanove racconti".

Nel 1939 si sposta a Cuba, in una fattoria vicino a l'Havana dove finisce di scrivere "Per chi suona la campana", pubblicato nel '40, e nel '41 parte (con la terza moglie) per l'Estremo Oriente come corrispondente nella guerra cino-giapponese.

Per circa dieci anni dopo "Per chi suona la campana" l'attività dello scrittore ha un rallentamento, quasi il bisogno di tirar il fiato o di far il punto della propria vita. Vive tra Sun Valley e Cuba, con i figli, l'alcol, mentre il rapporto con la terza moglie si sta rapidamente deteriorando. Durante la Seconda Guerra Mondiale Hemingway si limiterà ai pattugliamento antisommergibile con il suo battello (ed anche questa esperienza verrà inserita nei suoi libri). Poi la decisione di partire per l'Europa (forse spinto dal fatto che la moglie era già al fronte come corrispondente) come corrispondente di guerra, lo sbarco in Normandia, l'entrata a Parigi con i partigiani: altra medaglia, questa volta la Bronze Star. Quasi subito dopo il divorzio ed il matrimonio con Mary Welsh.

Siamo ormai a quelli che si riveleranno gli ultimi quindicianni di vita di Hemingway, funestati da una serie incredibile di incidenti e contrassegnati (tre ferite alla testa nel '53 in Africa, la rottura di quattro costole, la lussazione di una spalla, ustioni al volto durante un incendio, recisione di una arteria...) e dall'aumento nel consumo di alcolici: la depressione avanzava. eppure è di quel periodo "Isole nella corrente", da molti critici considerato pessimo a mio avviso a torto, pubblicato postumo, e il famosissimo racconto"Il vecchio e il mare" che gli fruttò il premio Pulitzer (1952) e che può sicuramente venir letto come una sorta di testamento spirituale e di summa della sua vita.

E' del 1954 il premio Nobel che Hemingway non potè ritirare di persona in quanto ancora convalescente delle ferite riportate in Africa. La sua assenza, però, non venne perdonata: troppo ribelle per l'intelligenzia, sempre troppo eccessivo... forse troppo umano. Sull'argomento, all'amica Fernanda Pivano disse:

"Troppo tardi, ormai non mi importa più. Avrebbero dovuto darmelo prima, invece di pensare che Churchill sarebbe morto senza prenderlo. Churchill sta ancora benone ed io sono vivo per caso."

Nel 1960 si stabilisce in Idaho: le sue condizioni di salute sono ulteriormente peggiorate e non riesce più di scrivere. Alla depressione si è aggiunta una mania di persecuzione che non lo lascia vivere. Entra ed esce varie volte da cliniche psichiatriche dove (cosa normale per quei tempi, purtroppo) la depressione veniva curata con l'elettroshock. Già la moglie era riuscita ad evitare che si uccidesse: l'aveva trovato un giorno davanti alla rastrelliera dei fucili, un'arma in una mano, due cartucce nell'altra. Sopra la rastrelliera una lettera per lei. Hemingway non aveva assolutamente provato a caricare il fucile: non l'avrebbe mai fatto davanti alla moglie. Aveva continuato a parlare tranquillamente, ma al medico giunto dopo poco aveva anche chiaramente detto che si sarebbe ucciso: senza poter scrivere la sua vita era del tutto inutile.

Lo fece 2 luglio 1961, il giorno dopo aver subito un ennesimo elettroshock, lo fece al mattino presto, mentre la moglie dormiva, sparandosi in bocca con uno dei suoi fucili da caccia.

La gran cosa è resistere e fare il nostro lavoro e vedere e udire e imparare e capire, e scrivere quando si sa qualcosa; e non prima; e, porco cane, non troppo dopo.
(Ernest Hemingway, Morte nel pomeriggio)

Rosalba Crosilla

Le immagini

Ernest Hemingway bambino
Ernest Hemingway bambino
Ernest Hemingway arruolato nella Croce Rossa come autista durante la Prima Guerra Mondiale
Ernest Hemingway arruolato nella Croce Rossa come autista durante la Prima Guerra Mondiale
Gertrude Stein
Gertrude Stein
Durante la Guerra Civile spagnola
Durante la Guerra Civile spagnola
Hemingway e Fernanda Pivano
Hemingway e Fernanda Pivano
Hem con Antonio Ordonez, grande torero e suo fraterno amico
Hem con Antonio Ordonez, grande torero e suo fraterno amico
La notizia della morte di Hemingway pubblicata dal Cicago Daily
La notizia della morte di Hemingway pubblicata dal Cicago Daily

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