Bibliografia:
- Il nudo e il morto (The Naked and the Dead) (1948)
- La costa dei barbari (Barbary Shore) (1951)
- Il parco dei cervi (The Deer Park) (1955)
- Un sogno americano (An American Dream) (1965)
- The Short Fiction of Norman Mailer (1967)
- Perché siamo nel Vietnam? (Why are we in Vietnam?) (1967)
- Il canto del boia (The Executioner's Song) (1979)
- Marilyn, le donne e l'eleganza (Of Women and Their Elegance) (1980)
- Antiche sere (Ancient Evenings) (1983)
- I duri non ballano (Tough Guys Don't Dance) (1984)
- Il fantasma di Harlot (Harlot's Ghost) (1991)
- Il Vangelo secondo il Figlio (The Gospel According To The Son) (1997)
- Il castello nella foresta (The Castle in the Forest) (2007)
Saggistica
- The White Negro (1957)
- Pubblicità per me stesso (Advertisements for Myself) (1959)
- Rapporti al presidente (The Presidential Papers) (1963)
- Cannibals and Christians (1966)
- Le armate della notte (Armies of the Night) (1968)
- Miami e l'assedio di Chicago (Miami and the Siege of Chicago: An Informal History of the Republican and Democratic Conventions of 1968) (1968)
- Un fuoco sulla luna (Of a Fire on the Moon) (1969)
- Il prigioniero del sesso (The Prisoner of Sex) (1971)
- St. George and The Godfather (1972)
- Marilyn (Marilyn) (1973)
- The Faith of Grafitti (1974)
- Il match (The Fight) (1975) - Ripubblicato da Baldini & Castoldi nel 2000 con il titolo Il combattimento
- Of a Small and Modest Malignancy, Wicked and Bristling with Dots (1980)
- Pieces and Pontifications (1982)
- Portrait of Picasso as a Young Man: An Interpretative Biography (1995)
- Il racconto di Oswald. Un mistero americano (Oswald's Tale: An American Mystery) (1995)
- Perché siamo in guerra? (Why Are We At War?) (2003)
- The Spooky Art: Some Thoughts on Writing (2003)
- The Big Empty: Dialogues on Politics, Sex, God, Boxing, Morality, Myth, Poker and Bad Conscience in America (2006)
- A proposito di Dio: una conversazione fuori dal comune (On God: An Uncommon Conversation) (2007)
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Il Combattimento
(di Norman Mailer)
La copia del libro di Norman Mailer in mio possesso e' del 1976, editore Mondatori, titolo originale "The Fight" tradotto da Andrea D'Anna ne "Il Match". Ora il libro viene pubblicato con il titolo "Il Combattimento", traduzione piu' letterale senz'altro ma che mi ha lasciato perplessa tanto da obbligarmi moralmente ad andar a controllare che dello stesso libro si trattasse.
Sembra semplicemente la cronaca dell'incontro tra Muhammad Ali' e George Foreman e delle 6 settimane che lo precedettero, svolto a Kinshasa (Zaire) nel 1974 e che diede ad Ali' la possibilita' di riconquistare il titolo mondiale dei pesi massimi. Sembra, ma e' qualcosa di piu'.
E' un viaggio nella filosofia nera, nella psicologia dei personaggi ed, infine, nel mondo del pugilato.
Mailer s'addentra nella filosofia bantu per capire meglio l'anima nera di Ali' e del mondo che lo circonda a Kinshasa. Una filosofia nella quale predominano il "Muntu", l'energia vitale che risiede in ogni uomo; il "Kintu", qualsiasi oggetto animato o inanimato che ci circonda e che porta anch'esso un'energia propria, energia che puo' sommarsi al Muntu facendo diventare la persona ancora piu' potente; il "Kuntu", cioe' la via, il modo in cui tutto cio' avviene; "Nommo", la parola, il nome, che di per sé ha un potere enorme (ad esempio un bambino diviene "Muntu", cioe' uomo che realmente esiste, soltanto quanto viene pronunciato il suo nome).
E' un viaggio nella psicologia di Ali', estroverso spaccone, che usa il potere del Nommo per aumentare il suo Muntu, che irradia energia e la riassorbe accresciuta dall'energia di tutto cio' che gli sta intorno.
E' un viaggio nella psicologia di Foreman, esteriormente piu' negro di Ali' ma in realta' psicologicamente bianco. Foreman conserva la propria forza, staccandosi dal resto del mondo costruendo intorno alla propria persona un muro insormontabile (emblematica la frase di saluto che Foreman rivolge a Mailer: "Vorrei stringerle la mano, ma come vede le tendo in tasca.").
E' un viaggio che Mailer compie dentro se stesso, preso dalla filosofia bantu che aleggia a Kinshasa, sfidandosi a prove di coraggio per lui inaudite (come correre con Ali' o passare, sospeso nel vuoto, da un poggiolo all'altro dell'albergo che lo ospita). Prove di coraggio che vengono viste come produttrici di forza che accrescera' quella del suo campione.
E' un viaggio nella boxe, quella vera, dove c'e' si' violenza, sangue, ma dove c'e' anche intelligenza, coraggio, personalita', eleganza.
La prosa e' trascinante, senza mezze misure. Il clima e' estremizzato ed epico, per poi stemperarsi nella classica insolente ironia che Mailer sparge a piene mani su se stesso innanzi tutto. D'altra parte fa parte del suo stile lo scavare fino alle radici del problema, fino a perdersi in esso, per poi tornare a galla con un colpo di genio. Non e' certamente un testo riservato agli amanti del pugilato, anche se questi non troveranno nulla da eccepire in cio' che di tecnico Mailer scrive.
E' sicuramente un libro per gente curiosa, per cercatori d'oro e di angoli inconsci dell'animo umano. Oh, per loro sara' uno spasso ...
Muhammad Alì
Cassius Clay, nato nel 1942 a Luisville (Kentuchy).
A 18 anni, nel 1960, vince della medaglia d'oro alle olimpiadi di Roma, medaglia d'oro che finisce nel fiume Ohio quando, tornato a casa convinto di aver vinto per l'America, non servito in una tavola calda in quanto negro. A 22 anni, nel 1964, conquista il titolo mondiale dei pesi massimi battendo Sonny Liston. Il giorno successivo annuncia la sua conversione all'Islam e prende il nome di Muhammad Ali, e' seguace del Reverendo Elijah Mohamed, capo della Nazione Islamica.
La sua maniera di boxare e' totalmente rivoluzionaria. Fino a quel momento di massimi erano colossi praticamente immobili che sferravano colpi micidiali. Lui danza sul ring, con una reattivita' incredibile se rapportata alla mole.
Nel 1967 rifiuta, per motivi religiosi e di etica personale, di partire per la guerra del Vietnam. Viene privato della licenza di pugile, condannato a 5 anni di reclusione, ad un'ammenda di 10.000 dollari. La sua carriera sportiva sembra finita ed Ali si dedica all'Islam studiando ed insegnando i suoi precetti.
Nel 1971 la condanna viene annullata dalla Corte Suprema e, inaspettatamente, Ali' torna a combattere. Il suo rientro a livelli mondiali sembrava assolutamente impossibile: 4 anni di inattivita' per in peso massimo sono praticamente una vita.
Nel 1980, a 38 anni, si ritira e dopo poco tempo annuncia di essere affetto dal morbo di Parkinson.Negli anni successivi, pero', continua la sua opera di pace e nel 1990, prima della guerra del Golfo, si incontra con Saddam Hussein per negoziare il rilascio di 15 ostaggi.
George Foreman
Nato nel 1948 diventa campione olimpionico nel 1968. Pugile di enorme potenza e di grande classe e' considerato uno tra i migliori di tutti i tempi. Nel 1973 conquista il titolo mondiale.
Norman Mailer
Norman Mailer: ebreo-americano nato nel 1923 nel New Jersey, a Long Branch, ma cresciuto a Brooklyn; si laurea nel '43 in ingegneria aeronautica all'Universita' di Haward. Dal 1944 al 1946 e' arruolato nell'esercito americano e combatte nel Pacifico.
Da questa esperienza di guerra nasce il suo primo libro, "Il nudo e il morto" (1948), testo ritenuto basilare nella letteratura americana del Novecento, che scatena una critica osannante che definisce lo scrittore ancora agli esordi il novello Hemingway: Mailer si portera' dietro tutta la vita questa scomodissimo fardello e non ne sara' mai all'altezza, ma non certamente per colpa sua. Ha invece tutte le carte in regola per venir definito un ottimo rappresentante della beat generation, quel movimento anche letterario nato in america nella metà degli anni quaranta, che avrebbe segnato fortemente le coscienze e la società future, e che ebbe come principali esponenti Gregory Corso, Lawrence Ferlinghetti, Jack Kerouac, Allen Ginsberg e William Borroughs.
Mailer si rivela immediatamente un personaggio scomodo, disinibito, trasgressivo, definito dalla critica egocentrico e strafottente. Un uomo che con dubbi e accuse mina la societa' dall'interno, un uomo dalle grandi ispirazioni e grandi fallimenti. Moltissimi suoi scritti sono fortemente anti governativi e, ferocemente anti-maccartista, da' alle stampe nel 1951 "Costa dei Barbari" e nel '55 "Il parco dei cervi". Nello stesso anno fonda il primo giornale underground, "The village voice".
Del 1959 "Pubblicita' per me stesso", una raccolta che contiene anche il saggio "Il negro bianco" e nel 1963 "Le carte presidenziali", libro nel quale John Kennedy sembra poter incarnare i panni dell' "eroe esistenziale".
Anche i testi che seguono, ("Un sogno nordamericano" del 1965, "Perché siamo in Vietnam?" del '67) sono un indice puntato contro il degrado della società contemporanea, contro il militarismo ed il potere.
Il Pulitzer arriva nel 1968 grazie a "Le armate della notte": e' la cronaca della marcia pacifista contro il Pentagono e Mailer, da protagonista del suo tempo com'e' sempre stato, c'e'. Ma il libro e' anche una svolta di stile, una sorta di "nuovo giornalismo" narrativo in contrapposizione con quello dei mass-media di "parte" sempre e comunque (se non altro, dalla parte delle vendite e degli scoop sensazionalistici) ed appiattito. Riprendera' questo tipo di scrittura sia ne "Il combattimento" del 1976 che ne "Il canto del boia" del '79.
Nel lunghissimo elenco di saggi e romanzi da lui scritti, da segnalare ancora l'antifemminista "Il prigioniero del sesso" (1971), lo straordinario "Le antiche sere" ambientanto nell'antico Egitto (1983) e "Il Vangelo secondo il Figlio" (1997).
Tra un libro e l'altro (35 in tutto, piu' un dramma teatrale) Mailer trova anche il tempo per sposarsi 6 volte, fare 9 figli, recitare in 7 film, scrivere la sceneggiatura di 12 (moltissimi tratti da suoi libri), produrne 3 e dirigerne 4.
Rosalba Crosilla
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Le immagini
Muhammad Alì
Muhammad Alì - Il Più Grande
Locandina dell'incontro
Momento del knockdown di Foreman
Un altro momento dell'incontro
Norman Mailer
Norman Mailer qualche tempo prima della morte
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