Bibliografia: i testi tradotti in italiano

  • 1938 - La nausea
  • 1939 - Il muro
  • 1943 - L'essere e il nulla
  • 1943 - Le mosche
  • 1945 - L'eta' della ragione
  • 1945 - Il rinvio
  • 1945 - A porte chiuse
  • 1946 - Morti senza tomba
  • 1946 - L'esistenzialismo e' un umanesimo
  • 1946 - Riflessioni sulla questione ebraica
  • 1946 - La squaldrina timorata
  • 1947 - Che cos'e' la letteratura
  • 1948 - Le mani sporche
  • 1949 - La morte nell'anima
  • 1951 - Il diavolo e il buon dio
  • 1952 - Saint-Genet
  • 1959 - :: I sequestrati d'Altona
  • 1960 - Critica alla ragione dialettica
  • 1964 - Le parole
  • 1947/1976 - Situazioni (10 volumi)

Pubblicazioni postume in Italia:

  • 1999 - Difesa dell'intellettuale
  • 1991 - Esistenzialismo e marxismo
  • 2004 - L'immaginazione. Idee per una teoria delle emozioni
  • 2002 - Taccuini della strana guerra

I Sequestrati d'Altona

(di Jean Paul Sartre)

Chi perde, vince

Germania 1941. Franz Gerlach, primogenito di un importante industriale tedesco, nasconde nella sua stanza un ebreo polacco fuggito da un campo di concentramento. Viene scoperto, il padre riesce a salvargli la vita grazie all'intervento di Goebbels, ma l'ebreo viene ucciso e Franz deve partire per la campagna di Russia.

Torna a casa nel 1946, sopravvissuto al suo battaglione, attraversando a piedi la Polonia occupata. Ritorno alla normalita'. Ma quale? Come fosse facile posare il fucile, scordarsi i morti e ricominciare.

Il suo crollo finale avviene alla lettura radiofonica della sentenza di Norimberga che Franz sente come la condanna di tutto il popolo tedesco; ovviamente anche lui e' uno dei condannati, non c'e' via di scampo. Prende su di sé le colpe e, sentendo di dover agire nell'immobilismo collettivo, diviene il "testimone della storia" (nausea e rifiuto dello squallore quotidiano).

Per sfuggire a se stesso e al mondo che lo circonda, ma contemporaneamente per espiare e darsi in pasto ai posteri, vive 13 anni rinchiuso nella sua stanza, assorbito dai fantasmi della sua coscienza collettiva, deponendo ogni giorno, unico testimone a difesa, nel processo che ha per accusato popolo tedesco (angoscia, derivante dall'essere libero e quindi aver su di sé la responsabilita' di tutto il mondo, e vergogna, egli e' solo di fronte al mondo: "Mi vedono, quindi sono").

Sequestrato dalla storia, dalla sua lucida follia e dall'amore della famiglia, tiene a sua volta sotto sequestro gli altri.

Il padre, attraverso la sorella, gli nasconde che la Germania e' ancora distrutta, anzi tagliata in due. Franz rifiuta di vedere il padre ed ognuno dei protagonisti e' l'aguzzino ed il torturatore degli altri e degli altri ognuno e' la vittima. Il gioco del "chi perde vince" ribalta la verita' e la realta' ad ogni istante, proprio perché verita' e realta' sono soggettivi e mutevoli ed ogni personaggio vive la propria realta' in contrapposizione e a discapito della realta' degli altri.

Ma cosa fara' Franz quando si rendera' conto che il mondo, rifiutata la responsabilita' degli eventi, ha scelto di essere senza memoria?

Prevarra' la responsabilita' collettiva o la responsabilita' del singolo?

Chi perdera' per vincere?

Questa commedia, andata in scena la prima volta nel 1959, e' tra gli scritti di Sartre quella da me piu' amata, forse per l'evidenza di una sorta di relativita' dell'esistenza e dei ruoli che noi tutti nell'esistenza interpretiamo.

Non adatto agli adolescenti che potrebbero sviluppare una sorta di "doppia visione" terribilmente dannosa allo sviluppo dell'ego, io lo lessi a 15 anni e tutti coloro che mi conoscono assicurano che si vede. Consigliato vivamente, invece, a chi crede di essere immune alla pazzia ed e' convinto di avere la verita' in tasca.

Jean Paul Sartre

Jean Paul Sartre nasce a Parigi il 21 giugno 1905. Dal '24 al '28 frequenta l'Ecole Normale, dove studia filosofia e psicologia, e qui conosce Simone de Beavouir alla quale restera' legato sentimentalmente per tutta la vita. Successivamente (dal 1931 al '33) insegna filosofia al liceo di Le Havre; poi l'Istituto Francese di Berlino, grazie ad una borsa di studio, dove si avvicina allo studio della fenomenologia di Hsserl: questi studi ed il forte interesse nei confronti dell'esistenzialismo di Heidegger influenzeranno fortemente la sua filosofia e le sue opere future. Inizia a pubblicare gia' nel 1936, la prima opera e' "L'immaginazione", seguita da "La nausea" del '38, la raccolta di racconti "Il muro" e "Abbozzo di una teoria delle emozioni" del '39, "L'immaginario" del '40. Poi la sosta forzata: viene richiamato alle armi e, nel giugno dello stesso anno, fatto prigioniero dai tedeschi in Lorena ed inernato a Treviri. Facendosi passare per civile, riesce ad ottenere la liberta' e milita nella resistenza antinazista francese. E' proprio di questi anni la sua opera filosofica piu' impegnativa, "L'essere e il nulla" ed uno dei suoi piu' noti lavori teatrali, il dramma "Le mosche".

Nel 1945 fonda, con M. Merleau-Ponty, Aron e Camus, "Les Temps Modernes", rivista letteraria con forte impegno sia filosofico che politico; inizia anche a lavorare sulla serie di romanzi intitolati "Le vie della liberta'": L'eta' della ragione (L'age de raison, 1945), Il rinvio (Le sursis, 1945), e La morte nell'anima (La mort dans l'ame, 1949).

Ormai era diventato famoso in tutto il mondo come caposcuola dell'esistenzialismo (etichetta che -come tutte- non gli piace affatto), inizia una lunga serie di viaggi in giro per il mondo. E' del '47 la nascita del partito di ispirazione marxsista Rassemblement Démocratique Révolutionnaire che Sartre fonda con Rosset e Rosenthal, ma l'esperienza finisce l'anno dopo con un pessimo risultato alle elezioni.

Dopo l'arresto del segretario del Partito Comunista francese, Jacques Duclos, con l'accusa di complotto contro lo Stato, Sartre si avvicina ai comunisti francesi (compagni di viaggio, li definira') e pubblica, su "Le temps modernes", una serie di articoli dal titolo "I comunisti e la pace"; nello stesso anno partecipa al Congresso mondiale della pace che si tenne a Vienna; l'anno successivo si schiera fermamente contro la guerra francese in Indocina. Ma nel giro di due anni questo suo schierarsi accanto ai comunisti francesi segna la fine dell'amicizia con Camus e con Marleau-Ponty, che definira' Sartre "ultrabolscevico" nel suo scritto "Avventure della dialettica" del '55.

Ma Sartre non guarda solo in una direzione: e' del '56 la pubblicazione dell'articolo "Il fantasna di Stalin", la sua netta presa di posizione contro la repressione sovietica in Ungheria, ed il conseguente distacco dai comunisti francesi. E' il momento di una seria riflessione sul marxismo che Sartre pubblica con il nome di "Questioni di metodo" su una rivista polacca nel 1957 e che poi includera' nel saggio "Critica della ragion dialettica" del 1960. Dopo la pubblicazione dello scritto autobiografico "Le parole" (1963), nel 1964 viene insignito del Premio Nobel

" .... per aver influenzato i suoi tempi con il suo spirito libero e la sua ricerca della verita'."

premio che rifiuta, suscitando grande scandalo.

Sartre, in realta', l'aveva gia' rifiutato a priori, non appena gli erano giunte voci che avrebbe potuto essere tra i candidati, con una lettera all'Accademia svedese, ma la lettera non venne mai aperta o, quanto meno, si pensò che comunque il Nobel sarebbe stato accettato. Non fu cosi': prevalse in Sartre, come doveva, la necessita' di essere fino in fondo coerente con le sue scelte politiche e filosofiche e per mantenere la propria liberta' intellettuale, non può in alcun modo scendere a patti con regimi o sistemi:

"Le ragioni personali sono le seguenti: il mio rifiuto non e' un atto di improvvisazione. Ho sempre declinato gli onori ufficiali. [...] Non e' la stessa cosa se mi firmo Jean Paul Sartre o Jean Paul Sartre Premio Nobel. [...] Lo scrittore deve rifiutare di lasciarsi trasformare in istituzione, anche se questo avviene nelle forme piu' onorevoli, come in questo caso. [...] Anche se tutte le mie simpatie sono dalla parte dei socialisti sarei incapace di accettare, per esempio, il premio Lenin se qualcuno me lo volesse dare"

Il periodo successivo e' dedicato alla campagna contro la guerra del Vietnam e, al Congresso Internazionale della pace a Helsinki del '65, chiede pubblicamente il ritiro immediato delle truppe americane, e nel 1966 e' tra i promotori del Tribunale Russell sui crimini americani in Vietnam. Il "maggio francese" del '68 vede Sartre al fianco della sinistra extraparlamentare e continuò con questo atteggiamento critico nei confronti del partito comunista francese e l'Unione Sovietica schierandosi ancora una volta contro le invasioni, questa volta della Cecoslovacchia, ed assumendo la resposabilita' giuridica di periodici filo-maoisti.

Sartre muore a Parigi nel 1980, odiato dalla destra e considerato scomodo per la sinistra.

Traccia sull'esistenzialismo.

Nato negli anni 30 da un insieme di filosofie, ha il suo apice negli anni 50, in un mondo distrutto anche psicologicamente dalla guerra e nel quale l'individuo cerca di trovare se stesso. E' la ricerca del senso dell'esistenza, rifiutando le verita' conosciute ed accettando solo quelle che derivano da una ricerca ed un travaglio individuali; e' cammino; e' mutazione, in quanto l'individuo nel suo tentativo di "essere" muta ogni giorno scoprendo nuove verita' ed ogni giorno crea il proprio destino. . Periodo non facile! Per dirla con Sartre.....

"Era il tempo dei suicidi"

Nell'esistenzialismo di Sarte sono 3 i sentimenti essenziali nella maturazione dell'uomo, come ho riportato in parentesi nel testo riguardante "I Sequestrati d'Altona": la nausea derivante dal rifiuto della banalita' del quotidiano e nei confronti della vita stessa; l'angoscia provocata dalla liberta':

"L'uomo, essendo condannato ad essere libero, porta il peso del mondo tutto intero sulle spalle: egli e' responsabile del mondo e di se' stesso (da "L'essere e il Nulla")

la vergogna:

"Mi si vede, quindi sono", ognuno e' il "centro universale dal quale non si puo' evadere".

Rosalba Crosilla

Le immagini

Jean Paul Sartre
Jean Paul Sartre
Simone de Beauvoir
Simone de Beauvoir
Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir
Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir
Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir con Che Guevara
Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir con Che Guevara

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