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“La verità nella vittoria” di Daniele Cavagna
Casa editrice: I fiori di campo
Il libro in questione non è di quelli pesanti (in senso fisico, intendo), poiché le 112 pagine di questo piccolo, ma non certo insignificante, romanzo, sono pregne di spunti importanti raccontati con leggerezza e grazia.
Si tratta di una storia anomala, piuttosto inverosimile, ma che, con i tempi che corrono, qualcuno potrebbe pure far passare per vera, o addirittura ispirarsene…
Un soldato vede praticamente annientare la propria compagnia, la squadra speciale Vasco, presente in Iraq. Un annientamento crudele, spietato di cui egli è uno dei pochissimi superstiti. Da questo punto in poi la vita di Dany, il soldato, subisce una brusca sterzata che lo costringe a seguire il proprio cuore in un ridimensionamento delle proprie idee e delle proprie azioni. Egli deve seguire il proprio cuore, perché ciò che i suoi occhi hanno visto, non può essere dimenticato, non può scomparire dalla sua vita, non lo lascia più vivere come vorrebbe. L’ unica vita che può avere è quella della vendetta.
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Una vendetta assurda e impossibile, nella quale, però, Dany, si getta con tutto se stesso. Ma durante la sua azione scoprirà nuove vie, sensazioni inaspettate, sentimenti insoliti.
Un percorso psicologico che lo porterà a comprendere meglio, o forse a farsi soltanto altre inutili domande.
Una storia che non dovrebbe passare inosservata per la sua stretta attualità, e per il suo pregio letterario.
Questo Daniele Cavagna è un giovane di ventidue anni che vive tra le montagne bergamasche. E’ alla sua prima uscita, ma c’ è da scommettere che non sarà l’ ultima, considerando il pregevole lavoro di cui questa recensione testimonia. La sua scrittura sembra essere sempre con un piede in una qualche fantasia poetica e con l’altro nella crudele realtà. Equilibrio interessante e piacevole.
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