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Planando per Pierangelo Bertoli: Le altre pagine: |
![]() ( ......... ) Canterò le mie canzoni per la strada ( ......... ) E non so se avrò gli amici a farmi il coro Pierangelo Bertoli è arrivato alla fine della sua strada il 7 ottobre 2002 ma sicuramente ha vissuto i suoi giorni e ci sono ancora amici a fargli il coro. A muso duro, il brano che ho usato per introdurlo e che di solito chiudeva i concerti, era una specie di autoritratto e la sua figura saltava fuori assolutamente non esagerata: era un personaggio scomodo che usava dire pane al pane e vino al vino, guardare in faccia la realtà compresa quella personale di handicappato bloccato su una sedia a rotelle fin dall'infanzia. Con ogni probabilità il prezzo del non accettare compromessi è stato pagato in termini di vendite, di diffusione capillare tra il grande pubblico. E poi era handicappato .. e la televisione, fino a qualche anno fa, era aperta solo a persone normali, quanto meno accettabili da vedere. Ma ancora oggi il suo nome non viene quasi mai citato tra i grandi esponenti della scuola musicale emiliana assieme a Dalla, Guccini, Vasco Rossi, Ligabue ed altri e questo è inspiegabile. Dopo la sua morte A muso duro assume i connotati di testamento morale e, a mio avviso, di prova che non è impossibile andare avanti per la propria strada. Pierangelo Bertoli nasce il 5 novembre 1942 a Sassuolo, in provincia di Modena.
Le tematiche che Pierangelo Bertoli porterà avanti fino alla fine sono già ben presenti ed espresse senza mezzi termini. Il testo di Eppure soffia non ha certo bisogno di venir spiegato: E l'acqua si riempie di schiuma il cielo di fumi Come non ne hanno bisogno gli altri brani contenuti nell'album: Non Vincono Ben altro che pace e lavoro ci hanno portato È Nato Si Dice È festa persino in galera e dentro alle case di cura Nel 1977 è la volta di Il centro del fiume, seguito, l'anno successivo, da S'at ven in meint, con tutti testi dialettali. Poi A muso duro del 1979 e come non ricordare Scoppio' Un Sorriso ? Scoppiò un sorriso e illuminò Finalmente, il successo con il poetico Certi momenti del 1981, grazie anche alla pubblicazione come singolo di Pescatore duettato con Fiorella Mannoia. Certo che, in quell'album, la TERRIBILE (dalla scanzonata melodia) Certi momenti era un po' troppo di rottura per il pubblico benpensante ..... Anna che hai scavalcato le montagne e hai preso a pugni le tue tradizioni Nel 1982 Album, dal quale ha un ottimo successo Caccia alla volpe E più che sparare a lei che ama, spara alla rabbia d'esser solo Poi, nell'83, Frammenti con un altro autoritratto per nulla dissimile dal primo e perfettamente in linea con tutti i versi che questo cantautore ci ha regalato: Così Si macchiano dei crimini più bassi Ogni anno un album e si arriva al 1986 con Bertoli Studio & Bertoli live, un doppio antologico per metà registrato in studio e per metà in concerto con il quale Bertoli festeggia i 10 anni di attività. Nell'album anche Varsavia, in origine brano de Dalla finestra del 1984 Ci han traditi e lo han fatto molte volte con cinismo e determinazione Ancora tre album, Canzoni d'autore dell'87, Tra me e me dell'88 e Sedia elettrica dell'89, per arrivare ad Oracoli del 1980 che segna l'inizio di un nuovo ciclo per Pierangelo Bertoli. Dal brano omonimo: Oggi il clero rimane impotente perché un giorno il potere sfumò Il nuovo ciclo è la decisione di Bertoli di presentarsi al Festival di San Remo: i tempi sono cambiati, un uomo in sedia a rotelle non fa più scandalo e Pierangelo vuole anche visibilità per quelli che, come lui, sono diversi. La scelta del brano, poi, fuga qualsiasi dubbio su altre possibili motivazioni (successo!): Spunta la luna dal monte, per nulla commerciale, in coppia con le affascinanti voci sarde dei Tazenda. In effetti c'è un secondo fine, nella scelta di Bertoli: il recupero e la valorizzazione delle radici più profonde della musica popolare. A sorpresa il brano si piazza per la finale ed il successo commerciale esplode.
Nel 1992 altra presenza al Festival di San remo con un pezzo-accusa stroncante sugli intralazzi politici e sociali italiani (tangentopoli scoppiare dopo poco): Italia d'oro Romba il potere che detta le regole Non la manda a dire neppure con l'album omonimo che esce subito dopo. Delle tracce Giulio è forse il più lampante esempio di quanto fosse avvelenato il dente di Bertoli: Faccia come acqua stagnante alla TV E ancora album fino a quando ci lascia... Ma Pierangelo Bertoli non era solo un cantautore impegnato, era anche un uomo impegnato, impegnato da sempre nel difendere l'eguaglianza degli handicappati,anche con gli spot televisivi per Pubblicità Progresso o facendo parte, negli anni '80, della Commissione parlamentare per le leggi sull'handicap. Nel frattempo si è sposato ed ha messo al mondo tre figli. Le parole migliori, per chiudere questa pagina, credo siano proprio le sue: "Io sono nato libero. Mia madre era per la libertà assoluta. Ho cercato di vivere una vita normale. Mi è andata bene. Avevo un fisico 'stortignato' dalla metà in giù ma molto forte. E l'ho trattato malissimo: ho faticato e fumato troppo, guidato tanto, fino a 800 chilometri al giorno per 300 giorni all'anno. Oggi il corpo mi dà, e con ragione, qualche segnale di stanchezza: sento più adesso che quando ero giovane la condizione di handicappato". |
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