Altre pagine per Pierangelo Bertoli

Con obbligo d'ascolto:

1976 Eppure soffia

1979 A muso duro

1980 Certi momenti

1983 Frammenti

1990 Oracoli

Pierangelo Bertoli

( ......... )
ho sempre scritto i versi con la penna
non ordini precisi di lavoro.
Ho sempre odiato i porci ed i ruffiani
( ......... )

Canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.

( ......... )
riempirò i bicchieri del mio vino
non so com'è però vi invito a berlo
e le masturbazioni celebrali
le lascio a chi è maturo al punto giusto
le mie canzoni voglio raccontarle
a chi sa masturbarsi per il gusto.

E non so se avrò gli amici a farmi il coro
o se avrò soltanto volti sconosciuti
canterò le mie canzoni a tutti loro
e alla fine della strada
potrò dire che i miei giorni li ho vissuti.


(A Muso Duro di F.Urzino e P. Bertoli)

Pierangelo Bertoli è arrivato alla fine della sua strada il 7 ottobre 2002 ma sicuramente ha vissuto i suoi giorni e ci sono ancora amici a fargli il coro. A muso duro, il brano che ho usato per introdurlo e che di solito chiudeva i concerti, era una specie di autoritratto e la sua figura saltava fuori assolutamente non esagerata: era un personaggio scomodo che usava dire pane al pane e vino al vino, guardare in faccia la realtà compresa quella personale di handicappato bloccato su una sedia a rotelle fin dall'infanzia. Con ogni probabilità il prezzo del non accettare compromessi è stato pagato in termini di vendite, di diffusione capillare tra il grande pubblico. E poi era handicappato .. e la televisione, fino a qualche anno fa, era aperta solo a persone normali, quanto meno accettabili da vedere. Ma ancora oggi il suo nome non viene quasi mai citato tra i grandi esponenti della scuola musicale emiliana assieme a Dalla, Guccini, Vasco Rossi, Ligabue ed altri e questo è inspiegabile.

Dopo la sua morte A muso duro assume i connotati di testamento morale e, a mio avviso, di prova che non è impossibile andare avanti per la propria strada.


Pierangelo Bertoli nasce il 5 novembre 1942 a Sassuolo, in provincia di Modena.

Esordisce nel 1973 con il 45 giri Marcia d'Amore - Per dirti t'amo, che passa sotto silenzio come i successivi due del 1974, come il primo LP, sempre del 1974, Rosso colore dell'amore, ed il secondo del 1975, Roca Blues tutti pubblicati con etichette locali. Nel 1976 lo scopre Caterina Caselli (sua concittadina), lo porta alla Sugar dove Bertoli incide Eppure soffia: la campagna pubblicitaria che la Caselli prepara è letteralmente porta a porta e vengono contattate tutte le più importanti radio private italiane per convincerle della bontà del disco. I risultati non si fanno attendere.

Le tematiche che Pierangelo Bertoli porterà avanti fino alla fine sono già ben presenti ed espresse senza mezzi termini. Il testo di Eppure soffia non ha certo bisogno di venir spiegato:

E l'acqua si riempie di schiuma il cielo di fumi
la chimica lebbra distrugge la vita nei fiumi
uccelli che volano a stento malati di morte
il freddo interesse alla vita ha sbarrato le porte
un'isola intera ha trovato nel mare una tomba
il falso progresso ha voluto provare una bomba
poi pioggia che toglie la sete alla terra che è vita
invece le porta la morte perché è radioattiva

Come non ne hanno bisogno gli altri brani contenuti nell'album:

Non Vincono

Ben altro che pace e lavoro ci hanno portato
davanti alle fabbriche schierano il carro armato
e radono al suolo le case ed i forni del pane
perché tutto un popolo in lotta patisca la fame.
(...............)
Il prossimo fuoco sarà ravvivato da noi
nel posto nel tempo e nel modo fissato da noi
nessuno potrà soffocarlo diventerà immenso
mi sembra già di vederlo se solo ci penso
non vincono, non vinceranno, non hanno domani
la forza è nel puntello impugnato da oneste fortissime mani

È Nato Si Dice

È festa persino in galera e dentro alle case di cura
soltanto che dopo la festa la vita ritornerà dura
ma oggi baciamo il nemico o quelli che passano accanto
o l'asino dentro la greppia Natale il giorno più santo.

Nel 1977 è la volta di Il centro del fiume, seguito, l'anno successivo, da S'at ven in meint, con tutti testi dialettali.

Poi A muso duro del 1979 e come non ricordare Scoppio' Un Sorriso ?

Scoppiò un sorriso e illuminò
i volti della solitudine
un'alba nuova dichiarò
la guerra contro l'abitudine
La schiavitù feroce degli orari

Finalmente, il successo con il poetico Certi momenti del 1981, grazie anche alla pubblicazione come singolo di Pescatore duettato con Fiorella Mannoia. Certo che, in quell'album, la TERRIBILE (dalla scanzonata melodia) Certi momenti era un po' troppo di rottura per il pubblico benpensante .....

Anna che hai scavalcato le montagne e hai preso a pugni le tue tradizioni
lo so che non è facile il tuo giorno ma il tuo pensiero è fatto di ragioni
i padri han biasimato la tua azione
la chiesa ti ha bollato d'eresia
i cambiamento impone la rezione
e adesso sei il nemico e così sia
Credo che in certi momenti il cervello non sa più pensare
e corre in rifugi da pazzi e non vuole tornare
poi cado coi piedi per terra e scoppiano folgore e tuono
non credo alla vita pacifica non credo al perdono
Adesso quando i medici di turno rifiuteranno di esserti d'aiuto
perchè venne un polacco ad insegnargli
che è più cristiano imporsi col rifiuto
pretenderanno che tu torni indietro
e ti costringeranno a partorire
per poi chiamarlo figlio della colpa

Nel 1982 Album, dal quale ha un ottimo successo Caccia alla volpe

E più che sparare a lei che ama, spara alla rabbia d'esser solo
E torna di nuovo il tempo che il tuono si fa violento
E vuol sentire cantare un'altra età della sua gola
E il suo profumo nella notte gli fa strada, ricarica ancora e prende la mira e
Fuoco, le mira alla fronte
Fuoco, si spara alla volpe si apre la caccia questa notte
Fuoco, agli occhi di giaccio
Fuoco, tra i rami di vischio
Col cuore non perde le sue tracce.

Poi, nell'83, Frammenti con un altro autoritratto per nulla dissimile dal primo e perfettamente in linea con tutti i versi che questo cantautore ci ha regalato: Così

Si macchiano dei crimini più bassi
per conservare il posto da sedere
le chiese il parlamento i sindacati
le banche e gli altri centri del potere
gli amici sai gli amici tante volte
mi dicono che sono un piantagrane
che parlo senza un poco di rispetto
che amo più gli oppressi o le puttane.
Ma sono fatto così
e non ci posso far niente
prendimi pure così
come mi accetta la gente
che mi sorride e che mi lascia parlare
però non mi sente

Ogni anno un album e si arriva al 1986 con Bertoli Studio & Bertoli live, un doppio antologico per metà registrato in studio e per metà in concerto con il quale Bertoli festeggia i 10 anni di attività. Nell'album anche Varsavia, in origine brano de Dalla finestra del 1984

Ci han traditi e lo han fatto molte volte con cinismo e determinazione
han portato fratelli e compagni in prigione
e hanno messo un guinzaglio all'illusione
non esiste un popolo padrone
non esiste ancora un popolo vincente
ma soltanto una massa di povera gente
da umiliare e da rendere impotente

Ancora tre album, Canzoni d'autore dell'87, Tra me e me dell'88 e Sedia elettrica dell'89, per arrivare ad Oracoli del 1980 che segna l'inizio di un nuovo ciclo per Pierangelo Bertoli. Dal brano omonimo:

Oggi il clero rimane impotente perché un giorno il potere sfumò
Mentre un tempo con gesto da niente risolvevano con un falò
Giovani reclute attente ai mutamenti del mercato
Comprano e vendono denaro nel momento divinato
Mentre un mare di piccoli sforzi si dichiara sconfitto di già
Una storia di corsi e ricorsi premia Giuda che la bacerà.

Il nuovo ciclo è la decisione di Bertoli di presentarsi al Festival di San Remo: i tempi sono cambiati, un uomo in sedia a rotelle non fa più scandalo e Pierangelo vuole anche visibilità per quelli che, come lui, sono diversi. La scelta del brano, poi, fuga qualsiasi dubbio su altre possibili motivazioni (successo!): Spunta la luna dal monte, per nulla commerciale, in coppia con le affascinanti voci sarde dei Tazenda. In effetti c'è un secondo fine, nella scelta di Bertoli: il recupero e la valorizzazione delle radici più profonde della musica popolare. A sorpresa il brano si piazza per la finale ed il successo commerciale esplode.

Nel 1991 esce l'album Spunta la luna dal monte e grandi successi che diventa uno tra gli album più venduti della musica italiana e porta al cantautore il Disco di Platino.

Nel 1992 altra presenza al Festival di San remo con un pezzo-accusa stroncante sugli intralazzi politici e sociali italiani (tangentopoli scoppiare dopo poco): Italia d'oro

Romba il potere che detta le regole
cade la voce della libertà
mentre sui conti dei lupi economici
non resta il sangue di chi pagherà
Italia d'oro frutto del lavoro cinta dall'alloro
trovati una scusa tu se lo puoi
Italia nera sotto la bandiera vecchia vivandiera te ne sbatti di noi
mangiati quel che vuoi fin quando lo potrai
tanto non paghi mai

Non la manda a dire neppure con l'album omonimo che esce subito dopo. Delle tracce Giulio è forse il più lampante esempio di quanto fosse avvelenato il dente di Bertoli:

Faccia come acqua stagnante alla TV
mostro di cinismo imperante quello che sei tu
parli consumando le labbra che già non hai
tu con il barone che conta vai e ti accoppierai
sai la verità? Dietro ai monumenti
qualche tomba aspetta già
se tu non chiedi urgenza è sicuro che è solo
chiara connivenza

E ancora album fino a quando ci lascia...


Ma Pierangelo Bertoli non era solo un cantautore impegnato, era anche un uomo impegnato, impegnato da sempre nel difendere l'eguaglianza degli handicappati,anche con gli spot televisivi per Pubblicità Progresso o facendo parte, negli anni '80, della Commissione parlamentare per le leggi sull'handicap. Nel frattempo si è sposato ed ha messo al mondo tre figli.

Le parole migliori, per chiudere questa pagina, credo siano proprio le sue:

"Io sono nato libero. Mia madre era per la libertà assoluta. Ho cercato di vivere una vita normale. Mi è andata bene. Avevo un fisico 'stortignato' dalla metà in giù ma molto forte. E l'ho trattato malissimo: ho faticato e fumato troppo, guidato tanto, fino a 800 chilometri al giorno per 300 giorni all'anno. Oggi il corpo mi dà, e con ragione, qualche segnale di stanchezza: sento più adesso che quando ero giovane la condizione di handicappato".

Rosalba Crosilla

Pubblicato 2009

Le foto:

Pierangelo Bertoli
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A muso duro

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