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Altre pagine per Fabrizio De AndrèAnime salve: la track list
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Fabrizio De Andrè e Ivano FossatiSmisurata preghieraalbum Anime salvela nostra recensione .. e così sia .... Solo di questo si tratta in effetti: di una preghiera smisurata perché lunga millenni, preghiera sommessa (anche se in apparenza non lo è) rivolta direttamente al Creatore, a Colui che sta sopra le parti. Fabrizio De Andrè si è rivolto direttamente a Lui solo quando era strettamente necessario: in "Preghiera in Gennaio" scritta alla morte di Luigi Tenco Dio di misericordia in "Spiritual" Dio del cielo io ti aspetterò Quello di Faber è un Dio poco impiccione che lascia i figli a sbrigarsela da soli, in fondo come un buon padre, come quello de "La città Vecchia Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi Un Dio Padre che, come succede spesso, a volte viene disconosciuto dai figli: Ho licenziato Dio ed, infine, un Dio in nome del quale gli uomini han fatto le loro leggi, mettendogli in bocca parole non sue: E se furon due guardie a fermarmi la vita, In chiusura di questo concet Faber si rivolge direttamente a Lui con un brano a dir poco criptico: per poterlo comprendere non dovremmo mai dimenticarne il titolo, "Smisurata Preghiera". Lo stesso Ivano Fossati ci mette sull'avviso: "Credo che non abbiamo ancora pienamente scoperto Fabrizio De André, molte cose deve ancora dircele, le dobbiamo comprendere, riguardano il futuro. ........... In Smisurata preghiera, Fabrizio riesce a parlare con ispirazione e premonizione di un tema difficilissimo come maggioranza e minoranza. Poi c'è la musica, che è mia, ma è veramente meno importante." E' assodato che l'idea nasce in Faber dopo la lettura della "Saga di Maqroll il gabbiere "di Alvaro Mutis, meno noto il fatto che lo stesso autore scrive anche "Gli elementi del disastro", frase riportata fedelmente e concettualmente nel brano stesso..... Possiamo definire Mutis una specie di co-autore? Le musiche "sono" Ivano Fossati che, reduce da "Macramé", in "Smisurata Preghiera" dispiega la sua propensione jazzistica del momento e, anche in questo caso, musica e parole formano un tutt'uno. L'umanità è nettamente tagliata in due, divisa da insormontabili barriere, quasi cieca l'una all'altra. Da una parte il "branco", le persone dabbene, quelle che seguono le leggi scritte e non scritte, consolate dalla falsa sicurezza delle regole, quasi rifugiate in alte torri che le preservano anche da possibili contagi. Distanti dalle cose che accadono al disopra delle parole seguendo il loro facile vento Il "branco" della maggioranza continua da millenni, imperturbabile, la propria vita, Sullo scandalo metallico Ma di quale scandalo parla De André? Le armi sono vere?...Eppure nel concept non si parla di guerra... E se guerra fosse, chi sarebbero gli "eserciti" contrapposti? Maggioranza e Minoranza? E' ben vero che la maggioranza ha guerreggiato sempre durante i millenni, ma è altrettanto vero che mai la minoranza si è sognata di farlo, neppure nel caso dei Rom perseguitati e sterminati.. Ma è indiscutibilmente certa la puntigliosità con la quale Faber sceglieva i termini, quindi di scandalo si tratta e di armi pure. E' altrettanto certo che, in tutta la storia dell'uomo, la Maggioranza ha usato svariate armi contro coloro che non erano accettati dal branco: persecuzioni, stermini, dileggio, scomunica... anche la semplice calunnia può essere un'arma. Ed ogni tempo ha avuto la sua arma ed in ogni tempo qualche preconcetto è caduto solo per far posto ad un altro preconcetto, altri si sono semplicemente modificati. Tutte queste "armi" rappresentano sicuramente una vergogna, uno scandalo, talmente evidente, palpabile, "fisico", abbacinante, "costruito" da altri uomini da poter venir definito "metallico". Come un eterno aguzzino, è la Maggioranza a guidare la colonna visto che da sempre decide regole e leggi, scordando quanto facile sia trovarsi all'improvviso fuori dalle regole e, quindi, nel mezzo della colonna di dolore. Ma finchè và (e và da sempre), la Maggioranza snocciola un .... rosario In senso assoluto, alla luce della stessa storia dell'uomo, la Maggioranza è
come una malattia Se fosse parola lecita parlando di Faber, diremmo che con questo "verdetto storico" si chiude drasticamente il discorso sulla Maggioranza: ce ne ha fatto una sorta di ritratto che non prevede ritocchi: d'ora in poi verrà scordata, accantonata "come una malattia, come un'abitudine". Quasi impercettibilmente il suo tono cambia, senza per questo interrompersi, come il tono del pianoforte di Fossati che lo segue, la voce si dispiega perché è qui che inizia la "Smisurata Preghiera", l'orazione che Faber rivolge a Dio. Ma chi è che prega? Forse tutti gli uomini di buona volontà, nel senso più alto e più puro del termine e pregano... Pregano...
per chi viaggia in direzione ostinata e contraria per tutti coloro che, semplicemente uomini tra gli uomini, hanno cercato di por rimedio allo scandalo, di mostrare che tutti siamo uguali, tutti figli dello stesso unico Dio, portando avanti fino in fondo la loro battaglia disperata, senza calcolare gloria o onori, forse solo
per consegnare alla morte una goccia di splendore Pregano .... per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio Al primo impatto sembra già d'aver trovato la chiave di lettura: Faber parla di Gesù, come già molte altre volte aveva fatto. Il più grande filosofo dell'Amore, l'aveva definito, "fratello anche mio" (come dice ne "La Buona Novella"), quell'uomo che visse E morì come tutti si muore Ma immediatamente le sue stesse parole sconfessano le nostre certezze. Aqaba, per quanto città giordana, non ha nessun legame con Gesù.. riporta invece a Maometto ed all'Hejira, l'espatrio, che lo portò ad abbandonare La Mecca per Medina. E già perdiamo l'attinenza con la lebbra. Ancora peggio, né Gesù né Maometto possono aver generato dei "figli con improbabili nomi di cantanti di tango". C'è un altro Uomo che ha segnato, al di là delle fedi religiose o politiche, la nostra storia; un Uomo che, in un altro tempo ed in un altro continente, ha guardato a coloro che vivevano fuori dal branco. Un uomo che, ancora studente di medicina, viaggiò per oltre quattromila chilometri in compagnia di un amico in posti sperduti, fermandosi nei lebbrosari a curare i malati e che, alla fine della sua storia, lasciò figli dagli "improbabili nomi di cantanti di tango". Un altro Uomo al quale, per motivi completamente diversi, la storia e la Maggioranza hanno consegnato uno scettro posticcio, scettro, come nel caso di Gesù e Maometto, che non era stato assolutamente richiesto: quest'uomo era Ernesto "Che" Guevara. Che accostamenti dissacranti!! Esattamente quelli ai quali ci ha abituato Faber! Il "Figlio di Dio", il "Profeta dell'Islam" ed il "Che" accomunati in un'unica figura come se lo stesso spirito o lo stesso DNA ricomparisse in tempi e luoghi diversi a ricordarci la "Verità"!!! Che lezione! Esattamente come in un rito religioso, dopo aver nominato coloro per i quali si prega, gli occhi salgono al Padre
ricorda Signore questi servi disobbedienti ed una supplica si leva:
non dimenticare il loro volto (spesso brancoliamo nel tentativo di seguire la via giusta e la vita spesso mette di mezzo ostacoli che non avevamo previsto...) è appena giusto che la fortuna li aiuti (... è dall'inizio del tempo, Signore, che la fortuna evita quelli che sono fuori dal branco...) come una svista e tutto il peso di un'umanità sofferente cala su questa parola come solo Faber avrebbe saputo fare Assieme alle parole anche la musica incalzante e ritmata cessa: tutto ciò che c'era da dire è stato detto. Il brano termina in una larga aria di pace...come nell'attesa che Dio accolga la smisurata preghiera... Rosalba Crosilla e Starless Gli altri brani |
Le nostre recensioni degli albumLe nostre recensioni dei braniDa Youtube Smisurata Preghiera (con introduzione alla canzone)
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