Altre pagine per i Jethro Tull

Jethro Tull’s Ian Anderson - Thick as a brick 1&2
in concerto a Trieste

Jethro Tull: discografia completa

1968This Was

1969Stand Up

1970Benefit

1971Aqualung

1972Thick As A Brick

1972Living In The Past

1973A Passion Play

1974War Child

1975Minstrel In The Gallery

1976M.U. - The Best Of Jethro Tull

1976Too Old To Rock'N'Roll: Too Young To Die

1977Songs From The Wood

1977Repeat - The Best Of Jethro Tull - Vol. II

1978Heavy Horses

1978Live - Bursting Out 2-CD

1978Stormwatch

1980A

1982The Broadsword And The Beast

1984Under Wraps

1985A Classic Case

1985Original Masters

1987Crest Of A Knave

1989Rock Island

1990Live At Hammersmith '84

1991Catfish Rising

1992A Little Light Music

1995Roots To Branches

1995In Concert

1997Through The Years

1999J-Tull Dot Com

2002Living With The Past

2003Christmas Album

Da Youtube

Jethro Tull - Aqualung dall'album omonimo (1977)

Jethro Tull

La musica dei Jethro Tull

Difficile etichettare la musica dei Jethro Tull: troppo fuori dagli schemi Ian Anderson (vate del gruppo), troppo curioso e pronto a battere sempre nuovi sentieri.

Il magico "Folletto", il "Magico Pifferaio", in effetti è un polistrumentista d'eccezione e se la sua immagine più nota lo rappresenta mentre dà vita al suo flauto trasverso (strumento assolutamente imprevisto nella musica del momento!) nella lunga lista di album che il gruppo ci ha regalato Ian Anderson spesso era alla chitarra o al piano con la stessa dimestichezza con la quale si cimentava al mandolino, bouzouki, armonica, organo Hammond, balalaika, violino, sax, tromba. Irrefrenabile sul palco esattamente come irrefrenabile era (ed è) sempre la sua musica, Anderson è stato a tutti gli effetti uno dei maggior fautori del grande rinnovamento avvenuto intorno alla fine degli anni sessanta.

Ma di polistrumentisti nel gruppo ce ne sono ben due: Martin "Lancelot" Barre, chitarrista, sassofonista e flautista dalle forti influenze jazz, ne entra a far parte nel 1968. Essenziale l'arrivo, sia per l'apporto artistico di grande valore sia per quello umano, tanto che ben presto si forma una solida amicizia tra lui ed il difficile Ian.

Il marchio di fabbrica Jethro Tull è da sempre riconoscibile, anche solo dopo poche note ed anche senza conoscere il brano: sonorità nuove che si rifanno ampiamente a tutta la storia della musica, da quella medioevale alla classica al jazz ed al blues, spesso difficili da digerire, capaci di dolcezza struggente alternata al rock più duro, pervasa sempre da una carica vitale incredibile.

Progressive sicuramente, in quanto "progressione", musica in "cammino" perenne, anche se completamente diverso da quello di qualsiasi altro gruppo, ma il questo nuovo genere stava nascendo anche con i Jethro Tull.

Gli inizi

Luton, trenta minuti a nord di Londra, 1967: quattro ragazzi ventenni, Ian Anderson (terribile flautista e chitarrista scozzese che non disdegna piano, organo e mandolino), Mick Abrahams (chitarrista), Glenn Cornick (bassista) e Clive Bunker (batterista), come la maggior parte dei loro coetanei dell'epoca, formano un complesso. Cambiano nome come cambiar camicia (da "Navy Blue" a "Ian Henderson's Bag 'o Blues", Jethro Toe" o l'improponibile "Candy Coloured Rain") approdando poi a Jethro Tull (agronomo inglese del XVIII secolo) ma riuscendo a farsi ingaggiare dal mitico Marquee di Londra.

Il successo

Il successo di pubblico è praticamente immediato: nel marzo del 1968 quando suonano loro, fuori dal Marquee c'è la fila e l'anno successivo esce This Was, primo album con forti influenze jazzistiche e folk e che contiene la celeberrima "A Song For Jeffrey". Iniziano anche i cambi tra i componenti: esce Abrahams ed arriva Martin "Lancelot" Barre che l'altro pilastro del gruppo (il primo è ovviamente Ian Anderson).

Con Stand Up del '69 arriva il vero suono "Jethro": la firma è Ian Anderson con la sua musica progressive-folk, i suoi voli di flauto, le sue follie, il suo spaziare dalle arie medievali allo spagnoleggiante We Used To Knowe. I testi continuano ad essere Anderson e fanno dell'album un concept a tutti gli effetti. Chicche, al suo interno, l'immortale Living In The Past e l'incredibile Bouree, rivisitazione colta quanto innovativa dell'omonima composizione di Johann Sebastian Bach. Anderson entra nell'olimpo dei flautisti (ma, col suo caratteraccio, anche in rotta di collisione con i giornalisti inglesi) e l'album vola in classifica.

Dopo il facile Benefit del '70 è la volta dell'album più venduto, più amato, da molti viene considerato il capolavoro del gruppo, sicuramente "storico" in assoluto: Aqualung, l'autorespiratore dei sommozzatori, ma nell'album è il nome di un personaggio dal respiro affannoso, lo stesso personaggio raffigurato sulla copertina. Dissacrante, trasgressivo, violento, favolistico e metaforico sia per quanto riguarda i testi che le musiche. E' IL progressive! .... E' l'Uomo ad aver creato Dio per poter sottomere gli uomini, ma in tutti gli uomini, anche in Aqualung, c'è lo Spirito che ha guida l'Uomo (da Aqualung)

Il resto è Storia.

E' Storia la lunghissima suite di 40 minuti in Thick as a brick (1972) che venne spezzata in due parti perchè in una sola facciata del vinile non ci stava proprio; lo è anche la sua musica travolgente ed i testi che continuano a ripetere uno "Svegliati, pergiove! Pensa e guarda!"

E' Storia A passion play uscito nel 1973 mentre il punk bussava alle porte, album schiantato dai critici che al punk inneggiavano. Storia hanno continuato ad essere l'acustico e suggestivo Minstrel In The Gallery (1975); l'emblematico, bistrattato-osannato Too Old To Rock'N'Roll: Too Young To Die (1976); il più rockeggiante Stormwatch (1978).

La carica impressionante di Ian Anderson, la sua capacità di trasmettere energia, di trascinare, di esprimersi non è mai diminuita nel corso degli anni, come non è mai cambiata la sua voglia di lottare per cambiare il mondo.

Rosalba Crosilla

Le Foto

Ian Anderson - il Folletto
Ian Anderson - il Folletto
Jethro Tull
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Jethro Tul
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