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Monsieur Le Swing: |
5. Il cerchio si chiudeIn ultimo dovremmo dire del grande debito che, all’opposto, il jazz ha verso musica colta europea, la conoscenza della quale era esibita come orgogliosa superiorità da molti jazzisti; ricordo molto bene, nelle biografie di Miles Davis, quanto l’iscrizione alla Juilliard School di New York rappresentasse un elemento di competizione sociale cui tendeva tutta la famiglia e quanto questo divenisse poi facilitazione estrema di rapporto ed integrazione con musicisti bianchi che a questo retroterra sempre si riferivano: esemplare, al riguardo, fu l’incontro di Davis con Bill Evans che permise al jazz di scrivere alcune delle pagine più belle della sua storia.
L’universalità dell’espressione e delle genti era nei genomi di questa musica, e nulla avrebbe potuto cambiare le cose: questa la risposta sicura che si evince tracciando il percorso del jazz dal traffico di schiavi nella Costa d’Oro alle pianure del sud statunitense e di qui oltre la Manica e Gibilterra, fino al ritorno di là dell’Atlantico e alla nuova ripartenza per i fiordi del nord o le pampas argentine.
Impossibile afferrare il jazz, nel suo equilibrio di improvvisazione, unità di stile, internazionalità delle risorse. Facile riconoscerne le impronte, facilissimo goderne. Monsieur Le Swing: |
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