Parlando di Cesare Pavese

BIBLIOGRAFIA

  • 1936 - Lavorare stanca
  • 1941 - Il carcere
  • 1941 - Paesi tuoi
  • 1942 - La spiaggia
  • 1945 - I dialoghi col compagno
  • 1946 - Feria d'agosto
  • 1947 - Il compagno
  • 1947 - I dialoghi con Leucò
  • 1948 - Prima che canti il gallo
  • 1949 - La bella estate
  • 1950 - La luna e i falò
  • 1951 - Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

Cesare Pavese

Cesare Pavese nasce nelle Langhe cunesi (a Santo Stefano Belbo) il 9 settembre 1908 a Santo Stefano Belbo, dove il padre, cancelliere presso il Tribunale di Torino, aveva un piccolo appezzamento di terra. Ben presto la famiglia si trasferisce a Torino, ma le Langhe resteranno nel cuore di Pavese.

Il padre viene a mancare molto presto ed egli ne risentirà fortemente: già di carattere introverso, timido, l'evento lo lo porterà ancora di più all'isolamento, fatto questo aggravato anche dall'indole della madre che, di per sè rigida, con la morte del marito acuirà il suo atteggiamento freddo e distaccato. L'amico Davide Laiolo vedrà successivamente in questi eventi la causa scatenante della mania suicida che colpirà il Pavese adolescente.

Lo scrittore si isolerà ben presto nel mondo ovattato della letteratura.

Studia presso l'Istituto Sociale dei Gesuiti, poi al Ginnasio moderno, per passare al Liceo D'Azeglio dove incontrerà Augusto Monti che sarà per lui sì insegnante, ma soprattutto maestro di vita e d'umanità. Al liceo troverà un ambiente intellettualmente stimolante. Tra i suoi compagni Leone Ginzburg, Norberto Bobbio, Tullio Pinelli, Massimo Mila che iniziavano ad essere politicamente impegnati, e, lentamente esce dal suo isolamento.

Si laurea a soli 22 anni, nel 1930, inizia a scrivere per la rivista "La cultura" e, contemporaneamentente, insegna in scuole serali e private, traduce libri inglesi ed americani e ben presto il suo nome inizia ad essere noto. E' dell'anno successivo la morte della madre e lo scrittore si sobbarca un senso di colpa mai sanato per non aver saputo instaurare un rapporto con quella donna tanto diversa dal suo sentire; anche per questo si trasferisce presso la sorella Maria e con lei rimarrà per tutta la vita.

Esce la sua prima traduzione: "Il nostro signor Wrenn" di Sinclair Lewis. L'approccio profondo con la letteratura americana, soprattutto, gli apre un mondo nuovo: lontano dall'Ermetismo, Pavese ha bisogno di vita, di libertà, di un nuovo linguaggio più "parlato", più vicino alla vita d'ogni giorno.

Nel 1933 viene fondata la casa editrice Einaudi: Pavese, amico di Giulio Einaudi partecipa attivamente e con grande entusiasmo al progetto. Quasi contemporanemente ha contatti con gli antifascisti, si lega sentimentalmente ad una di essi e viene scoperto in possesso di lettere politiche compromettenti e condannato a tre anni di confino a Brancaleone Calabro, pena che viene poi ridotta a meno della metà. Tornato a casa nel 1936 si ritrova solo: la sua donna lo lascia e Pavese ripiomba nella depressione richiudendosi nuovamente nel suo isolamento. Ancora la sua ancora di salvezza è la letteratura.

E' dello stesso anno la pubblicazione, con scarso successo, della sua prima raccolta di poesie, "Lavorare stanca". Seguono alcuni racconti e poesie, ma per la sua prima opera di narrativa bisogna attendere il 1941, "Paesi tuoi".

L'Italia ed il mondo sono in guerra:Pavese, ammalato da sempre d'asma, non vi partecipa e, anzi, per quanto la sua coscienza politica fosse forte, prova una ripulsa ancora più forte per la violenza fisica che lo induce ad abbandonare Roma (città nella quale era stato incaricato di aprire una sede per la Einaudi) e ritirarsi nel Monferrato, dalla sorella, vivendo in isolamento ed in profonda crisi esistenziale. L'idea di essere diverso, di non riuscir ad avere una vita normale si impossessa sempre più del suo animo: infatti "La casa in collina" scritto in quel periodo è pervaso da un'atmosfera decadentista e da unforte senso di inadeguatezza.

Sarà il bisogno di uscire da quello che sembra un tunnel infinito che lo porterà ad iscriversi, alla fine della guerra, al Partito Comunista.

Riprende però il suo lavoro editoriale ed organizzativo presso la Einaudi, ed inizia a lavorare sulla sua teoria sul mito che prenderà forma definitiva nei "Dialoghi con Leucò". A Roma conosce una giovane attrice, Constance Dowling, e se ne innamora: "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi" ... anche questa storia ben presto finisce e Pavese ripiomba nella crisi più nera, mentre le sue opere inziano ad avere successo. E' del '49 il premio Strega con "La bella estate"

Niente risalita, per lui, questa volta: stanco del dolore di vivere si uccide a 42 anni, il 27 agosto 1950 in un albergo di Torino, con una dose letale di barbiturici.

Rosalba Crosilla

Le immagini

Pavese con Ginzburg,Antonicelli e Frassinelli.
Pavese con Ginzburg,Antonicelli e Frassinelli.
Pavese al ritiro del Premio Strega
Pavese al ritiro del Premio Strega

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