titolo Norman Mailer


Norman Mailer

Norman Mailer: ebreo-americano nato nel 1923 nel New Jersey, a Long Branch, ma cresciuto a Brooklyn; si laurea nel '43 in ingegneria aeronautica all'Universita' di Haward. Dal 1944 al 1946 e' arruolato nell'esercito americano e combatte nel Pacifico.

Da questa esperienza di guerra nasce il suo primo libro, "Il nudo e il morto" (1948), testo ritenuto basilare nella letteratura americana del Novecento, che scatena una critica osannante che definisce lo scrittore ancora agli esordi il novello Hemingway: Mailer si portera' dietro tutta la vita questa scomodissimo fardello e non ne sara' mai all'altezza, ma non certamente per colpa sua. Ha invece tutte le carte in regola per venir definito un ottimo rappresentante della beat generation, quel movimento anche letterario nato in america nella metà degli anni quaranta, che avrebbe segnato fortemente le coscienze e la società future, e che ebbe come principali esponenti Gregory Corso, Lawrence Ferlinghetti, Jack Kerouac, Allen Ginsberg e William Borroughs.

Mailer si rivela immediatamente un personaggio scomodo, disinibito, trasgressivo, definito dalla critica egocentrico e strafottente. Un uomo che con dubbi e accuse mina la societa' dall'interno, un uomo dalle grandi ispirazioni e grandi fallimenti. Moltissimi suoi scritti sono fortemente anti governativi e, ferocemente anti-maccartista, da' alle stampe nel 1951 "Costa dei Barbari" e nel '55 "Il parco dei cervi". Nello stesso anno fonda il primo giornale underground, "The village voice".

Del 1959 "Pubblicita' per me stesso", una raccolta che contiene anche il saggio "Il negro bianco" e nel 1963 "Le carte presidenziali", libro nel quale John Kennedy sembra poter incarnare i panni dell' "eroe esistenziale".

Anche i testi che seguono, ("Un sogno nordamericano" del 1965, "Perché siamo in Vietnam?" del '67) sono un indice puntato contro il degrado della società contemporanea, contro il militarismo ed il potere. Il Pulitzer arriva nel 1968 grazie a "Le armate della notte": e' la cronaca della marcia pacifista contro il Pentagono e Mailer, da protagonista del suo tempo com'e' sempre stato, c'e'. Ma il libro e' anche una svolta di stile, una sorta di "nuovo giornalismo" narrativo in contrapposizione con quello dei mass-media di "parte" sempre e comunque (se non altro, dalla parte delle vendite e degli scoop sensazionalistici) ed appiattito. Riprendera' questo tipo di scrittura sia ne "Il combattimento" del 1976 che ne "Il canto del boia" del '79.

Nel lunghissimo elenco di saggi e romanzi da lui scritti, da segnalare ancora l'antifemminista "Il prigioniero del sesso" (1971), lo straordinario "Le antiche sere" ambientanto nell'antico Egitto (1983) e "Il Vangelo secondo il Figlio" (1997).

Tra un libro e l'altro (35 in tutto, piu' un dramma teatrale) Mailer trova anche il tempo per sposarsi 6 volte, fare 9 figli, recitare in 7 film, scrivere la sceneggiatura di 12 (moltissimi tratti da suoi libri), produrne 3 e dirigerne 4.