Altre pagine per i Queen



Da ascoltare

1974 Sheer Heart Attack

1975 A Night at the Opera

1980 The Game

1991 Innuendo

Live

1992 Live at Wembley '86

Freddie Mercury “solo"

1988 Barcelona ( con Montserrat Caballé)

Le Foto

i Queen
i Queen
Freddy Mercury e Brian May
Freddy Mercury e Brian May
Brian May
Brian May
Brian May
Brian May
Freddy Mercury
Freddy Mercury
Freddy Mercury
Freddy Mercury
John Deacon
John Deacon
John Deacon
John Deacon
JRoger Taylor
Roger Taylor
JRoger Taylor
Roger Taylor

Queen

Successo di pubblico e di vendite, quello che i Queen hanno raccolto nell'arco di vent'anni. Certamente non di critica. La loro musica è da sempre considerata ascoltabile ed i sentieri che hanno seguito facili, prevedibili, con poca ricerca e molto effetto.

In parte è certamente vero, ma è altrettanto vero che forse un po' di puzza sotto al naso (io come moltissimi altri) ce l'avevamo e riascoltando ora anche i brani più datati è impossibile non accorgersi che sono assolutamente attuali, che continuano a trasmettere emozioni e che l'esecuzione salta fuori dalle mani di veri musicisti.

Leader del gruppo, Mercury colpiva con i suoi travestimenti, i suoi eccessi, il suo egocentrismo, ma l'estensione vocale che lo caratterizzava rende impossibile per chicchessia rifare quei pezzi e le sue interpretazioni continuano a splendere per la ricchezza d'emozioni che trasmettono, per la ricercatezza e l'eleganza celata dai lustrini che contraddistinguevano l'esecutore.

In 1970 Freddie Mercury, Roger Taylor, Brian May e Mike Grose (che lascia il gruppo nello stesso anno) fondano i Queen. Il nome viene scelto da Freddie Mercury che lo trova

"... solo un nome, ma regale e dal suono splendido. Un nome di carattere, universale ed immediato....

Certamente con dei connotati gay, ma questa era solo uno dei suoi volti

Il primo concerto si tiene il 27 giugno 1970 a Truro in Cornovaglia, e, subito dopo, il basso passa dalle mani di Mike Grose a quelle di John Deacon (nato nel 1951 a Leicester). Avrete forse notato che, questo punto, la formazione è al completo e tale rimarrà fino alla morte di Freddie Mercury avvenuta nel 1991. E' una particolarità di non poco conto e non è l'unica riscontrabile nella storia dei Queen: di solito, per amore della musica, i ragazzi abbandonano gli studi, i Queen no, prima di intraprendere seriamente l'avventura sul palcoscenico si laureano tutti, May in astronomia, Taylor in biologia, Deacon in elettronica e Mercury in disegno e illustrazione.

L'esordio su vinile (ottimo!) avviene infatti nel 1973 con il 33 giri Queen, dal suono aspro dell'hard rock stile Deep Purple misto ad una vena di glam rock alla Bowie che li etichetta immediatamente come "poco raccomandabili". Segue, l'anno successivo, Queen II diviso in Lato Bianco composto da Brian May e Lato Nero composto da Freddie Mercury.

L'esplosione arriva nel 1975 con il costosissimo e notevolissimo A Night at the Opera che porta il gruppo oltre oceano, sul mercato statunitense. Il successo del tutto meritato: i Queen, se avevano sin dall'inizio un carattere assolutamente personale, un organico di musicisti di assoluto rilievo ed una voce incredibile come quella di Mercury, in quest'album trovano la chiave della perfezione nel loro genere. Glam, hard rock, opera, operetta e music hall stile Broadway sono fusi con incredibile eleganza e se, tra le tracce, Bohemian Rhapsody resta immortale, Death on Two Legs è un esempio della vena da guitto (d'alto livello) di Mercury, Lazing On a Sunday Afternoon diverte per il sapore da Londra fine ottocento vista da Oscar Wilde in netto contrato con il rock maschilista del brano successivo, I'm In Love With My Car. Di apprezzabilissima levatura anche gli altri dieci pezzi e si passa dalla semplice e scontata You're My Best Friend che assume valore per la sapienza dei musicisti, alla mini-suite The Prophet's Song con la quale Mercury mette a nudo le sue incredibili capacità vocali costruendo, su quattro tracce di registrazione sovrapposte ma sflasate di qualche tempo, un vero e proprio contrappunto.

In 44 minuti ed 11 secondi i Queen riescono a condensare qualche secolo di musica popolare europea.

Il 1976 è l'anno del bagno di folla. Quattro concerti in Hyde Park a Londra con un pubblico da record (150.000 persone) durante il quale presentano anche pezzi di A Day At The Races, album di prossima uscita sulle orme (ma non ai livelli) del precedente, che vede al suo interno anche la dissacrante God Save the Queen e che il gruppo adotta per chiudere i concerti; poi il lungo tour statunitense.

A Day At The Races esce a Natale e l'elaborata Somebody To Love non può non essere sottolineata, ma la stella Queen si sta già perdendo parte del suo splendore (tornerà con l'indimenticabile Innuendo).

Forse troppe luci, troppo successo .. chissà?

Con il senno del poi possiamo dire che il canto del cigno è già News Of The World del lontano 1977 nel quale spiccano solo We Will Rock You e We Are The Champions, pezzi famosissimi ma non per questo eccellenti dal punto di vista artistico.

Sicuramente degni di citazione ancora Bicycle Race e Play The Game di The Game (1980), dopo i quali, pur continuando ad avere un enorme successo di pubblico e di vendite, non riescono più a creare nel vero senso della parola ed il loro livello rimane di buon standard (come ad esempio la colonna sonora del film Flash Gordon) ma nulla di più.

I successi, dicevo, continuano: è del 1981 il tour mondiale (Europa, Stati Uniti, America Latina e Giappone) e dello stesso anno l'uscita della raccolta (Greatest Hits) che si dice abbia venduto fino ad oggi qualcosa come 25 milioni di copie; i venti minuti di esibizione al Live Aid del luglio del 1985 a Wembley rimangono assolutamente memorabili e la colonna sonora del film Highlander del 1986 è decisamente toccante.

Si fanno, però, sempre più insistenti le voci su un possibile scioglimento del gruppo anche se inizia il più spettacolare tour dei Queen: il Magic Tour. 26 giorni per un totale di circa un milione di spettatori non sono numeri da poco e lo spettacolo si rivela spettacolare non solo per l'impatto scenico ma anche per il livello artistico. Proprio in una delle ultime date, a Wembley, Freddie Mercury smentisce coloro che li vogliono ormai divisi:

Dimenticate queste voci, noi staremo assieme fino alla nostra dannata morte, ne sono sicuro!

E' l'ultimo concerto di Freddie Mercury che sa già di essere ammalato di AIDS (malattia che cercherà di smentire fino all'ultimo). Per tre anni i Queen si dedicano a lavori individuali e Mercury, nel 1987, incide con il soprano Maria de Montserrat Viviana Concepción Caballé i Folc, artista di altissima levatura, l'album Barcelona.

Nel 1989, con l'album The Miracle, il gruppo torna nella sale di incisione: è la raccolta di cinque singoli firmati, per la prima volta, da tutti e quattro i membri ed il duro I Want It All porterà loro il disco di platino.

Nel 1991 il canto del cigno e probabilmente il migliore album in assoluto: Innuendo.

Il 23 novembre dello stesso anno Mercury annuncia ufficialmente di aver contratto l'AIDS ed il 24 novembre muore.

I 72.000 biglietti del Freddie Mercury Tribute (20 aprile 1992 - Wembley Stadium, Londra) vengono venduti in due ore, quanto ancora non erano noti i nomi degli artisti presenti e, in tutto il mondo, miliardo di persone segue il concerto dagli schermi televisivi. A Roger Taylor, Brian May e John Deacon si uniscono sul palco artisti come David Bowie, Annie Lennox, Robert Plant, George Michael, Elton John, Liza Minnelli, Paul Young e molti altri e gli introiti servono a dar vita alla fondazione benefica The Mercury Phoenix Trust.

Impossibile ascoltare senza i brividi Made in Heaven, album uscito nel 1995 con le ultime incisioni di Freddie e che si piazza immediatamente ai primi posti delle classifiche ... e così doveva essere visto che ogni traccia porta con sè un pathos che è impossibile non percepire..

Continueranno a suonare assieme i Queen, dopo la scomparsa del loro leader?

Per qualche tempo sembrava che questa fosse la loro intenzione e più di un fan (ma anche moltissimi critici, amanti della musica e parte degli stessi componenti) era quanto meno perplesso.

Forse la domanda da porsi è un'altra: Avrebbe senso?

Freddie Mercury

Per tracciare la biografia di ogni singolo componente mi sembra giusto iniziare da lui, il leader.

Farrokh Bulsara nasce il 5 settembre 1946 a Stone Town nell'isola di Zanzibar (Tanzania), il padre è un funzionario inglese di origine Parsi mentre la madre è iraniana. Giunto all'età scolatica dapprima frequenta la Zanzibar Missionary School, poi, a otto anni, si trasferisce con la famiglia a Bombay, in India, dove frequenta il Collegio di S. Peter a Panchagani, una località poco fuori Bombay. Ha ottimi risultati come studente, eccelle negli sport e dimostra una spiccata attitudine per la musica.

Nel 1964 inizia la rivolta a Zanzibar, la maggioranza africana contro la minoranza araba, e la famiglia di Freddie si trasferisce in Inghilterra, esattamente nel sobborgo londinese di Feltham ed a pochi passi dalla casa di Brian May.

Nel 1966 si iscrive alla scuola d'arte di Ealing dove segue i corsi di Illustrazione Grafica e Design ed in questo periodo inizia a suonicchiare in vari gruppi ed a comporre le prima canzoni. Tra il suo giro di amicizie ci sono già Roger Taylor, Brian May: in pratica i Queen sono già nati anche se si chiamano Smile.

Siamo nel 1970 ed il resto della storia di Freddie Mercury la conoscete già.

Brian May

Brian Harold May: inglese di Hampton, nato il 19 luglio 1947 ad Hampton, Gran Bretagna, chitarrista ed autore, assieme a Freddie Mercury di gran parte delle canzoni dei Queen. è stato il chitarrista del celebre gruppo rock inglese dei Queen.

Inizia molto presto il suo rapporto con la musica: a cinque anni è un irrequieto allievo di pianoforte con la passione per la chitarra.

Il suo sogno è la Fender Stratocaster, acquisto assolutamente al di là delle possibilità economiche della famiglia e, nel 1963, con l'aiuto del padreingegnere, costruisce la sua Red Special (Fireplace per gli amici, visto che il legno di mogano era appartenuto ad un caminetto) che continuò a suonare anche quando divenne famoso e che diventò uno dei simboli dei Queen

Anche Brian, come gli altri componenti del gruppo, giunge alla laurea prima di inziare seriamente la carriera artistica: laurea con lode in Fisica. Poi inzia un dottorato di ricerca in astronomia dell'infrarosso ed insegna matematica per un breve periodo. Nel frattempo suona anche alla Jazz Room dell'Imperial College

Siamo ormai nel 1967 e la sua storia si unisce a quella degli altri.

Roger Taylor

Nato il 26 luglio 1949 a Kings Lynn nel Norfolk ma a tre anni l'intera famiglia si trasferisce a Trurol in Cornovaglia.

Anche il suo rapporto con gli strumenti inizia presto: a 8 anni l'ukulele ed a 12 le percussioni, prima con una grancassa alla quale si aggiunsero rullo e piatti.

Lo studio non era certo la sua passione, se si eccettua l'inglese e la biologia e proprio grazie a queste attitudini viene ammesso alla Truro School e, dopo il diploma, si iscrive alla London Hospital Medical School ed alloggia all'Imperial College dove suonava Brian May. Da qui l'incontro ed ... i Queen.

John Deacon

John Richard Deacon, originario di Leicester dove nasce il 19 agosto 1951, fin da bambino era un appassionato di elettronica, di musica ... e dei Beatles.

Nel 1969 entra al Chelsea College dove appunto si laurea in elettronica.

Schivo, riservato, è stato il mitico bassista dei Queen firmando alcuni tra i loro più bei pezzi.

Starless / Rosalba Crosilla

Pubblicato nel 2003

Le nostre recensioni:

:: Innuendo



Le Foto

Concerto in Hyde Park
Concerto in Hyde Park
Maria de Montserrat Viviana Concepción Caballé i Folc e Freddy Mercury
Maria de Montserrat Viviana Concepción Caballé i Folc e Freddy Mercury

Da Youtube

Barcelona (Live) - Freddie Mercury & Montserrat Caballé - 1988

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On line dal 29 settembre 2003, cresciuto nel corso degli anni ed ora "vola" ormai da solo.

Aperto a collaborazioni esterne (rarissime purtroppo), è stato voluto, costruito e scritto da me e da Starless, che ha contribuito per alcune recensioni musicali ed è l'autore della Storia del Progressive.

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